Motorsport
Prima volta in pista? Le “dritte” per divertirsi!

23 agosto 2014

Prima volta in pista? Le “dritte” per divertirsi!

Ricordate la vostra prima volta in pista? Risentite l’emozione e quella “palla” d’ansia che pesava nello stomaco e che è sparita appena chiusa la visiera e innestata la prima? La prima volta, è vero, non si scorda mai!

Se invece la vostra “prima volta” è ancora da venire, vi diamo alcune dritte per affrontare un circuito nella massima sicurezza possibile, il che vuol dire anche gustare senza troppi patemi e fino all’ultimo minuto, il vostro primo turno tra i cordoli.  “Girare”, anche solo per puro divertimento, è un’esperienza stupenda per chi ama la velocità in moto. Solo in pista, la vostra sportiva può regalarvi tutte le soddisfazioni che vi aspettate dal lei! I “protagonisti” della vostra uscita in pista sono tre: voi stessi, la moto, e naturalmente la pista, intendendo il nastro d’asfalto ma anche tutti gli altri motociclisti che stanno girando assieme a voi.

 

Il Pilota? Sono io!

Andiamo con ordine, iniziando dal pilota. Un turno di 20 minuti può sembrare poca cosa, ma se non siete abituati alla guida veloce possono diventare un tempo infinito. Pilotare (e non semplicemente “guidare”) una moto non richiede un grandissimo sforzo fisico, ma se lo sport più estremo che avete praticato negli ultimi tempi è stata la camminata fino alla macchinetta del caffè in ufficio, beh, diciamo che un po’ di movimento, se non di allenamento, sicuramente è necessario. La bicicletta, corsa a piedi, palestra, piscina, scegliete voi il metodo, l’importante è riuscire ad avere il “fiato” necessario a non terminare in apnea i fatidici 20 minuti. In moto sono molto importanti i muscoli degli avambracci, delle spalle e delle gambe: soprattutto le staccate violente, in circuito, affaticano questi gruppi di muscoli.

Non è necessario essere dei veri e propri atleti se girate per divertimento, ma tenete a mente che il “fiato corto” vi farà perdere concentrazione, essenziale, vitale, per guidare la moto in pista (ma anche su strada, in realtà). Avambracci poco allenati, al 90 % vi tradiranno verso la fine della giornata in pista, “indurendosi” e impedendovi di sfruttare tutti i turni in programma.

L’abbigliamento tecnico è ovviamente obbligatorio: tuta intera (niente due pezzi, in quasi tutte le piste nemmeno potete entrare abbigliati così), paraschiena lungo, guanti e stivali racing (no, quelli che usate su strada non vanno bene) e casco “sportivo” (abbiamo visto alcuni aspiranti piloti tentare di entrare in circuito con un “apribile”) completano la dotazione minima necessaria. Un protettore per il petto è fortemente consigliato.

 

La moto: come prepararla

Presupponiamo che vi avviciniate alla pista pilotando una sportiva, carenata o naked che sia. Una moto che nasce con caratteristiche sportive è infatti dotata di sospensioni, ciclistica e freni progettati per una guida “veloce” anche se non prettamente racing. Senza avventurarsi nell’elaborazione vera e propria della moto, ecco alcuni consigli di messa a punto, necessari per affrontare in sicurezza gli stress notevoli della pista.

Un “tagliando” è assolutamente necessario. Cambio olio e filtro, verifica e eventuale sostituzione del filtro dell’aria. Se le pastiglie dei freni sono a circa metà della loto vita, vanno sostituite, poi potrete rimontarle quando tornerete all’uso stradale della moto. Ricordate di rodarle, seguendo le istruzioni del costruttore. Lo scopo è adattare la pastiglia nuova al disco usato e di effettuare (anche se non sempre è necessario) dei “cicli termici” sulle pastiglie stesse. Seguendo il rodaggio previsto si otterranno le prestazioni migliori e la maggior durata di questi componenti, particolarmente sollecitati nelle staccate. Esistono pastiglie dedicate all’uso racing: anche in questo caso però solo uno specialista può indicarvi il tipo adatto al vostro impianto frenante.  Se il fluido dell’impianto frenante non è nuovo va assolutamente sostituito, meglio se con un prodotto “racing” (in ogni caso, DOT 5 o superiore). Operazione riservata a un buon meccanico.

 

Ottima idea sostituire anche il fluido idraulico delle sospensioni, non è un’operazione molto costosa e in cambio offre grandi benefici. Valutate le vostre capacità di meccanici e poi… affidatevi a uno specialista, ve lo raccomandiamo vivamente! L’argomento “sospensioni” è molto complesso, e l’esperienza vale tutto. Giusto per informazione, variando le caratteristiche del fluido idraulico si può modificare, e di molto, la risposta della sospensione; ma questo è argomento riservato ai “vecchi lupi” della pista, noi siamo alla prima esperienza, per cui ottimizziamo la moto senza avventurarci in campi minati. I più noti costruttori di sospensioni hanno in catalogo fluidi idraulici adatti all’uso in pista che, nella maggior parte dei casi, possono essere utilizzati anche su strada. La sostituzione dei fluidi idraulici è importante perché, con l’uso e con il tempo, tendono a perdere le loro caratteristiche fisico-chimiche e assorbono umidità dall’aria. In ogni caso, quelli “racing” garantiscono una maggior costanza di rendimento in pista delle sospensioni, la cui idraulica non “cederà” a metà turno, lasciandovi a rimbalzare sulle sole molle.

Se la vostra moto monta una frizione antisaltellamenteo, verificate l’usura dei dischi: questo tipo di frizione si attua anche durante le scalate e deve essere in buone condizioni, visto che in pista sosterrà un carico di lavoro notevole.

Vi consigliamo di sostituire almeno queste parti, in ordine di importanza: le prestazioni assolute della moto non aumenteranno, ma una scivolata innocua con una moto del tutto originale può costarvi parecchio… In primis, il silenziatore, e non è necessario acquistare lo stesso che monta una MotoGP “Factory”. Si trovano ottimi componenti anche a 300 euro, o meno. Questo non per aumentare la potenza del motore (il che non sempre accade, tra l’altro…), ma per limitare l’esborso in caso di scivolata. Il componente originale normalmente costa un occhio della testa, e una scivolata, diciamolo chiaro, può sempre capitare a chiunque. Valutate in ogni caso i costi/benefici. Per lo stesso motivo, raccomandiamo la sostituzione della carenatura e del codino originali con parti in fibra di vetro. Esistono carene grezze, da adattare forando i punti d’attacco e costruendo il cupolino da un foglio di Lexan, oppure in kit completi, già pronti da montare.

 

Gli pneumatici: servono “scarpe” buone per correre veloci!

Infine, aspetto di assoluta importanza, gli pneumatici. Metzeler ha in gamma coperture racing che vanno dallo slick, all’intagliato “in mescola” (Racetec K0, K1, K2 dalla più morbida), all’ultra sportivo stradale Racetec K3. Ma la prima volta in pista si può tranquillamente affrontare anche con le Sportec M7 RR che, pur essendo pneumatici sportivi stradali, sono in grado di affrontare senza problemi una giornata in circuito, soprattutto se il pilota è alle prime armi e non cerca il “tempone” (che in ogni caso vi sconsigliamo vivamente di cercare…).

Attenzione: prima di lanciarvi nel montaggio delle Racetec Slick (sappiamo quanto faccia gola vedere  la “liscia” al posteriore…), verificate che il circuito dove andrete a girare ammetta l’uso di tali gomme, senza richiedere la licenza di Pilota. Spesso una moto così gommata viene considerata “da corsa” il che richiede che sia pilotata da un “Licenziato”. Inoltre, l’assetto di una moto stradale mal si adatta a queste coperture professionali. Ma non fate quella faccia: le K0 K1 K2  e anche K3 sono coperture dal grip mostruoso e dalle prestazioni generali il cui limite è a distanza siderale da quello di un normale pilota alle prime esperienze in circuito.

In ogni caso, a prescindere da Marca o modello, pensate alla sicurezza: usate solo gomme nuove in pista. Lo sappiamo, è un costo, ma infinitamente inferiore a quello dei danni al pilota e in seconda, distaccatissima battuta, a quelli che la moto riporterebbe anche in un’innocua scivolata. Un treno di pneumatici nuovi, inoltre, vi regala il massimo piacere di guida, il motivo principale per cui si va in pista. Consultate uno dei nostri rivenditori o, nel caso molto frequente che sia presente in pista, recatevi presso il nostro camion di assistenza.

Avrete la garanzia della scelta del modello migliore per voi, del montaggio accurato e le indicazioni precise sulle pressioni di gonfiaggio, che possono variare leggermente a seconda del tipo di asfalto, delle condizioni della pista e del meteo. Su questo punto nel paddock fioccano consigli e raccomandazioni da parte di chiunque. Normalmente la pressione di gonfiaggio per l’uso in pista è più bassa rispetto a quella che si utilizza su strada. Abbassando la pressione aumenta l’area di impronta a terra, la copertura si “muove” maggiormente, il che consente di raggiungere le temperature di esercizio previste e, in sostanza, si ha maggiore aderenza. Ma attenzione, il punto cruciale è “quanto” scendere con la pressione. Rivolgetevi, e ve lo diciamo con il cuore in mano, a un tecnico specializzato: le conseguenze di un errato gonfiaggio possono essere pescanti. Il caso meno pericoloso è di girare con pneumatici troppo gonfi: la moto tenderà a scivolare maggiormente, ma finchè succede in accelerazione, la situazione potrebbe essere gestibile, se vi capitache invece l’anteriore scivoli in staccata, beh, ci siamo capiti. Al contrario, una pressione troppo bassa, soprattutto nei proemi giri, può portare allo stazionamento dello pneumatico: in prole povere, la gomma esce dal cerchio, e non serve che vi illustriamo le conseguenze. Per cui, volutamente non vi diamo valori di riferimento, consultatevi con un tecnico, e lasciate perdere le “dritte” dei vostri colleghi turnisti. Per capirci, alcuni Marchi richiedono pressioni prossime a 1,4 bar, che si rivelano letali se utilizzate su altri modelli. Questo perché la costruzione dello pneumatico è completamente differente tra una marca e l’altra, e di conseguenza lo sono le pressioni di gonfiaggio. tenete conto che gli pneumatici, nell’uso in circuito, sono sottoposti a stress tremendi, per cui le attenzioni di un tecnico specializzato si rivelano indispensabili, senza contare che “trucchi” e indicazioni su assetti e sulla regolazione delle sospensioni non sono un segreto per un tecnico dell’Elefantino: chiedete indicazioni, vi si aprirà un mondo se siete alla vostra prima esperienza!

 

Piove, che disastro! Oppure no…?

Infine, per concludere l’argomento “gomme”, poniamo il caso che, dopo una lunga attesa, con il turno prenotato così come il giorno di ferie, succeda quel che tutti temono: piove. Alt, non caricate la moto sul carrello con espressione sconsolata, pilotare con la pioggia può essere divertente tanto quanto con l’asciutto. Certo, una bella giornata di sole è quanto di meglio, ma ad esempio, a chi scrive, piace molto girare con la pioggia (none eccessiva ovviamente), per la tecnica e sensibilità che richiede. Montate le nostre Rain, e gonfiatele secondo le indicazioni del nostro tecnico. Poi, aprite i registri dell’idraulica, le sospensioni con la pioggia vanno mantenute morbide, per dar modo agli pneumatici di drenare efficacemente l’acqua dall’asfalto e per far sì che i carichi generati dalle asperità dell’asfalto vengano assorbiti dalle sospensioni, e non assorbiti dagli pneumatici, limitando così le perdite di aderenza. Adottate uno stile di guida il più “morbido” possibile: con il bagnato si può staccare forte, ma l’”attacco” della frenata va addolcito: anticipate il punto di frenata, applicate con delicatezza il carico iniziale sulla leva e aumentatelo con progressione, vi stupirete di quanto potrete osare! Procedete con gradualità, giro dopo giro, cercando di percepire il limite. Seguite traiettorie “rotonde”, mantenendovi lontano dai cordoli, dove si formano pozzanghere e accumuli d’acqua. Ricordatevi che se una Rain garantisce un’eccellente aderenza frenando a moto dritta, è meglio non azzardare la discesa in piega con i “freni in mano”: passando dalla verticale all’angolo di massima piega, i carichi sul pneumatico variano di conseguenza, passando da longitudinali, secondo il senso di rotolamento, a laterali, o di “deriva”. In altre parole, la gomma, in piega, viene sollecitata lateralmente e con il bagnato, si sa, il grip laterale è nettamente inferiore. Mantenete sempre un filo di gas aperto in ingresso di curva: chiudendo del tutto il gas, anche l’avantreno tenderà a “chiudere” (questo vale anche sull’asciutto). Infine, in accelerazione, vige la stessa regola, fare tutto con calma e con “dolcezza”. Accelerate con progressione (ricordate? L’acceleratore non è chiuso del tutto) e raddrizzate la moto il prima possibile, senza arrivare al cordolo, per evitare le pozze d’acqua, e soprattutto non sfruttate le parti verniciate! I circuiti utilizzano vernici speciali ad alto grip, ma dateci retta, non passateci sopra. Poi l’esperienza personale farà il resto, affinando il vostro stile di guida. Soprattutto, pilotate con calma e concentrazione: la guida sul bagnato affina la sensibilità del pilota e una volta appresa la tecnica, vi assicuriamo che sarà un piacere, “Riding in the Rain!”. Ah, un’ultima cosa: evitate di indossare tute antipioggia, giubbotti impermeabili e… improbabili mantelline svolazzanti. Al limite, utilizzate le coperture trasparenti molto aderenti realizzate anche da chi vende l’abbigliamento tecnico. La pelle delle tute, popi, è trattata per essere in una certa misura idrorepellente e in ogni caso, suvvia, siete dei Piloti e due gocce d’acqua per una ventina di minuti non vi spaventano di certo! Senza contare che un po’ di stile e gusto nell’abbigliarsi, anche in moto, non guasta mai…

 

In Pit Lane, finalmente!

La carena è montata, è bianca, non c’è stato il tempo di verniciarla. Il motore è bello caldo e il rombo dal silenziatore racing (con Db Killer montato, sennò in tante piste non si passa la prova fonometrica) dà la carica. Prima dentro e via, lungo la pit lane: il tuono del motore riflesso dal muretto dei box, mentre il motore prende giri, è semplicemente esaltante, ma non dimenticate che i primi due-tre giri servono a scaldare le gomme (le termocoperte verranno più in là, al limite), ad “imparare” il circuito e a conoscere le reazioni della moto. Mantenete la vostra traiettoria, anche se altri piloti vi passano a velocità di “Curvatura”, non importa. Quel che conta è non inventarsi linee strane, magari cercando di lasciar passare chi arriva. Se mantenete una traiettoria omogenea, senza scarti improvvisi, un pilota esperto vi supererà senza darvi alcun disturbo. Prendete dei riferimenti fissi per le frenate, curate la traiettoria (così si impara ad andare forte in pista: piano, piano…), e accelerate in uscita dalle svolte con progressione. Guardate lontano, mantenete la concentrazione e non fatevi prendere dall’affanno di andare forte “sennò che figuraccia”. Ma qui ci addentriamo su come si guida in pista, mentre per ora vogliamo solo augurarvi… Buona prima volta e… dai col gas!

 

 

 

 

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