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Le piste di prova di Metzeler: Vizzola e Sumarè

01 dicembre 2014

Le piste di prova di Metzeler: Vizzola e Sumarè

Questi circuiti sono dotati di attrezzature speciali, come i complessi sistemi che danno la possibilità di bagnare il tracciato. La conformazione è particolare, con rettilinei, curve, salite e discese studiate per stressare le diverse componenti di un veicolo, al fine di evidenziarne qualità e problematiche. Gli asfalti utilizzati per queste piste, inoltre, sono realizzati secondo specifiche tecniche ben precise, come la dimensione dei grani del pietrisco, la percentuale di bitume e così via.

 

Campo Prova di Vizzola Ticino, Varese

Una stradina che si snoda in un fitto bosco porta all’ingresso del circuito di test di Vizzola Ticino: Già dal videocitofono si intravede una torre di controllo, molto simile a quella degli aeroporti: da lassù tutte le attività in pista vengono monitorate e si attuano i comandi dei vari impianti speciali, tra cui quello molto sofisticato che allaga i tratti di pista desiderati. Non si tratta semplicemente di “bagnare” l’asfalto, ma di creare uno strato d’acqua di spessore ben definito, in modo da poter confrontare i risultati dei vari test.

Una caratteristica in comune tra i circuiti di prova rispetto a quelli “tradizionali” è la possibilità di utilizzare decine di configurazioni del tracciato, scegliendo la più adatta al test che si deve eseguire. I collaudatori di pneumatici per moto verificano ogni singolo aspetto del comportamento degli pneumatici prova con una serie di manovre di guida “standard”. Esistono infatti delle tecniche di guida che se applicate correttamente evidenziano la risposta degli pneumatici nelle varie condizioni. Giusto per fare degli esempi “basici”, i collaudatori controllano che i pneumatici non inneschino fenomeni come il “whave”, ovvero, semplificando l’ondeggiamento a bassa frequenza dell’avantreno ad alte velocità. Lo “shimmy” si verifica quando la copertura anteriore non percorre una traiettoria rettilinea (tipicamente a basse velocità), con ripercussioni sul manubrio. Molto noto a chi usa la moto in pista è il “whobble”, spesso chiamato “sbacchettamento”, che si verifica soprattutto a basse-medie velocità in accelerazione, spesso innescato da un’asperità dell’asfalto e favorito da ciclistiche e sospensioni molto rigide. Infine, chi non ha sentito parlare – basta seguire le cronaca del Mondiale Velocità – del “chattering”, ovvero il saltellamento, spesso così violento da provocare anche la caduta, ad alta frequenza delle ruote? Normalmente si manifesta all’anteriore, ma anche il retrotreno non ne è esente. Si tratta di uno dei grattacapi peggiori da risolvere per i tecnici, perché si verifica quando le frequenze armoniche proprie dei vari elementi dell’avantreno entrano in risonanza, e lo pneumatico è chiamato principalmente in causa per evitarne la comparsa. Gli pneumatici prodotti da Metzeler sono praticamente esenti da questo tipo di anomalie dinamiche  e di questo siamo piuttosto fieri, dato che l’omogeneità di comportamento dei nostri prodotti sui modelli di moto agli antipodi per caratteristiche dinamiche è il frutto di moltissime ore di lavoro da parte dell’intera “filiera” tecnica. Tutte queste caratteristiche sono ben evidenziabili sfruttando le curve della pista di Vizzola, e per questo il nostro impianto privato è considerato di importanza fondamentale per la realizzazione di prodotti di altissimo livello.

Il Campo Prova di Vizzola Ticino è dotato di un lungo rettilineo per le prove di accelerazione e frenata sul dritto, di un tracciato di tipo tradizionale ma disegnato con curve dalla particolare conformazione, ma quel che balza all’occhio è il “ponte”, una specie di enorme dosso con rampe in salita e discesa molto inclinate, utilizzato per valutare il cambio di carico sugli pneumatici in salita e discesa. In questo modo, i collaudatori Metzeler hanno la possibilità di impegnare gli pneumatici in ogni condizione di guida reale, scartando così le soluzioni meno efficienti e selezionando quelle che garantiscono maggiori performance. Ad esempio, le curve a raggio variabile di cui è dotato, permettono ai nostri piloti di valutare la precisione nel variare la traiettoria a moto inclinata di una copertura anteriore di nuovo tipo, oppure l’effetto auto-raddrizzante durante una frenata in piega. L’enorme banca dati in possesso di Metzeler (che raccoglie tempi sul giro, spazi di frenata, temperature di funzionamento, e un’infinità di altri dati), permette in seguito di verificare quale sia la soluzione più efficace. Naturalmente anche se l’opinione del pilota è tenuta in alta considerazione in questi casi, le moto utilizzate per i test montano una serie di sensori che offre un riscontro numerico alle sensazioni del collaudatore.

A Vizzola è poi possibile allagare in parte o totalmente il tracciato: moltissimi test vengono infatti effettuati sul bagnato, la condizione più critica di utilizzo di uno pneumatico. Nel caso riusciste ad accedere a questo tracciato (il che non è affatto semplice…), notereste degli anelli d’asfalto perfettamente circolari. In gergo tecnico sono gli “steering pad”: in sostanza, si gira in tondo percorrendo circonferenze dal raggio diverso. Descrivendo traiettorie circolari una dopo l’altra, ad inclinazione costante, si valuta, tra le altre cose,la “velocità critica” alla quale la moto diventa instabile, e quindi provvedere alla risoluzione dell’anomalia.

Ma i collaudatori Metzeler, pur se impegnati a fondo nel loro lavoro di raccolta dati e impressioni soggettive, hanno modo di divertirsi: una configurazione del tracciato di Vizzola prevede una lunga curva, quasi un cerchio completo, che “spara” il pilota su una lunga trattoria dove si raggiungono velocità davvero elevate, e che porta a una staccata che immette in un rampino stretto. Su questo tratto è possibile verificare la stabilità della moto a “mezza piega” e alta velocità, sollecitando moltissimo l’intera struttura degli pneumatici. Anche se la mente va sempre all’analisi del comportamento del veicolo, c’è modo di gustarsi un bel po’ di adrenalina nel farlo!

 

Campo Prova di Sumarè-San Paolo, Brasile

In Brasile vi sono impianti produttivi molto importanti del gruppo di cui Metzeler fa parte. Vi è anche un circuito di test, quello di Sumarè nei pressi di San Paolo, molto simile a quello di Vizzola Ticino, dove si testa ogni tipo di veicolo. La necessità di eseguire test ripetibili è qui portata alla massima espressione, dato che si è voluto replicare, quasi esattamente, le caratteristiche della pista italiana, in modo che i test condotti a Sumarè siano  direttamente comparabili con quelli eseguiti a Vizzola. Naturalmente a Vizzola non troviamo le palme da cocco e gli uccelli tropicali…

Il tratto maggiormente utilizzato dai collaudatori è quello che si snoda attorno alla collinetta centrale: come nel caso di Vizzola, il tracciato può essere sfruttato in diverse configurazioni, a seconda del tipo di test da effettuare. I collaudatori italiani si recano a Sumarè spesso, ma la pattuglia dello stato dell’”Ordem e Progresso” è ben nutrita e assortita, dato che in questo tracciato si valutano le performance di pneumatici per moto e scooter, anzi, proprio qui sono stati messi a punto gli pneumatici per maxiscooter di Metzeler. Oltre alle dotazioni necessarie per allagare il tracciato, il Campo Prova di Sumarè è provvisto di una postazione che consente di valutare l’impronta a terra e la capacità di evacuazione dell’acqua dei battistrada. In sostanza, il collaudatore procede in linea retta lungo un percorso che lo porta a superare un tratto di “vetrocemento”: dal basso, in una buca sotto la sede stradale, una macchina fotografica ad alta velocità scatta diverse foto durante l’ingresso, la percorrenza e l’uscita, dal tratto di vetro ricoperto da un velo (di altezza ben precisa), d’acqua. Le immagini che se ne ricavano sono di utilità fondamentale per valutare l’efficacia dei diversi disegni del battistrada. Una curiosità: per realizzare i diversi tipi di scolpitura del battistrada, non è ovviamente economicamente sostenibile la realizzazione di uno stampo di vulcanizzazione per ogni prototipo. A “incidere” (tecnicamente “sgorbiare”) con un attrezzo dotato di lama che incide a caldo la superficie del battistrada, provvede uno specialista in grado di replicare esattamente spessori, conformazione e profondità anche variabile come nel caso degli pneumatici Metzeler, dei diversi prototipi di battistrada richiesti dai progettisti. L’esperienza in gara, i pareri dei clienti e quelli dei collaudatori sono molto importanti: grazie a queste preziose informazioni Metzeler è in grado di realizzare pneumatici in grado di garantire la massima sicurezza e di esaltare il piacere di guida delle vostre moto! Nella gallery fotografica, le prime due immagini sono relative al circuito di Vizzola, la terza e la quarta immagine si riferiscono a Sumarè, di cui vi mostriamo anche l’andamento del tracciato.

 

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