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Richard “Milky” Quayle, uno dei Fantastici Tre

25 ottobre 2015

Richard “Milky” Quayle, uno dei Fantastici Tre

L’attenzione che Metzeler rivolge alle gare su strada è strettamente correlata allo sviluppo di pneumatici che soddisfino i requisiti più importanti per i motociclisti che utilizzano le proprie moto su strade aperte al traffico. Costruire gomme in grado di offrire prestazioni elevate, nonostante grandi variazioni di temperatura e differenti tipi di asfalto, con l’asciutto e con il bagnato e in grado di percorrere molti km non è cosa semplice. Ma gli obiettivi facili da raggiungere sono spesso poco importanti, mentre quelli più ambiti sono spesso i più difficili.

In questo estratto di un’intervista realizzata sull’Isola di Man, nel corso di un test di un nuovo modello di moto, il pilota Richard “Milky” Quayle evidenzia quali siano gli aspetti da tenere in conto per realizzare pneumatici adatti ad ogni situazione e stile di guida. E indirettamente spiega perché Metzeler abbia profuso nel corso del tempo sforzi e investimenti in questo tipo di gare, pericolose ma anche molto affascinanti e vicine a tutti i motociclisti.

Richard “Milky” Quayle: questo è il nome di una vera leggenda per gli abitanti dell’Isola di Man e per tutti gli appassionati del Tourist Trophy. Milky, oltre ad esere molto simpatico e affabile, è infatti uno dei tre piloti originari di Man ad aver vinto un’edizione del TT in tutta la storia di questa gara. Sembra strano, ma tutti gli altri piloti vincenti non sono nati sull’Isola, a dispetto della diceria che i “locals” siano favoriti, in quanto conoscono benissimo il tracciato.

Negli ultimi anni Milky è noto a tutti coloro che vogliano partecipare per la prima volta al TT, dato che è il pilota-istruttore, incaricato dall’Organizzazione della gara di insegnare ai “newcomers” come affrontare questa corsa affascinante ma anche pericolosa, se presa alla leggera.

Per essere ammessi alla classe Lightweight, l’unica a cui un pilota “novizio” può accedere, bisogna presentare il proprio curriculum sportivo, che deve comprendere la partecipazione ad almeno 5 gare riconosciute dalla Federazione Internazionale nella stagione agonistica precedente all’edizione del TT a cui si intende partecipare. Queste credenziali danno accesso al “corso” che Milky tiene da ottobre a maggio, che comprende sessioni teoriche di guida e di messa a punto della moto, oltre a moltissime uscite lungo il tracciato a bordo di un’automobile, in modo da poter ascoltare in diretta i consigli di Quayle. Abbiamo avuto l’onore e il piacere di percorrere un paio di tornate del percorso ufficiale (con le strade aperte al traffico) seguendo Milky a bordo di una Suzuki GSXS 1000F equipaggiata con le Metzeler M7 RR: vi assicuriamo che è stata un’esperienza esaltante per un motociclista.

Sull’Isola esistono limiti di velocità solo nei centri abitati, mentre al di fuori delle aree cittadine il Codice Stradale prevede limiti “dettati dal buon senso del conducente”. Ma non perdiamo tempo e chiudiamo la visiera del casco: Quayle percorre la strada principale che passa davanti a Grandstand, dove è posizionato l’enorme tabellone con i nomi e i tempi dei piloti in gara. L’andatura è lenta, meno male, e il clima è splendido… per essere sull’Isola di Man. La temperatura è di circa 12° C a livello del mare, ma il tracciato si inerpica presto sui fianchi del monte che domina l’Isola e il tempo varia, così come il paesaggio.

Dalle case con la porta d’ingresso a filo della sede stradale, come lungo la discesa di Bray Hill, appena dopo la partenza e nei pressi del “salto” di Ballaugh Bridge, ci ritroviamo nei lunghi tunnel creati dalla canopia degli alberi.

Usciamo dal centro di Douglas, e Milky accelera progressivamente: apprezziamo la velocità con cui gli pneumatici acquistano grip in un tempo davvero breve, il che è confortante, perché presto il ritmo si alza! La nostra guida è un riferimento perfetto e presto capiamo il motivo della sua inconsueta posizione in sella: la testa molto sollevata, così come il busto, non è certo il massimo dell’efficienza aerodinamica. C’è un motivo, come ci spiega Quayle: a queste velocità l’aerodinamica viene dopo la perfetta visibilità del tratto di strada che si presenta davanti al pilota, dato che il fondo stradale è costellato di tombini, rattoppi e binari del trenino che attraversa l’Isola.

Superato l’Hairpin, il tornantino che fa da sfondo a moltissime fotografie, l’adrenalina sale e, dopo una svolta a destra, si apre ai nostri occhi l’intero panorama dell’Isola, prima di affrontare la discesa che ci porta alla furibonda staccata del tornante di Creg-ny-Baa, una delle “cartoline” del Tourist Trophy. Milky si ferma nel parcheggio dell’omonimo pub, meno male, tiriamo un po’ il fiato ed è l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con questo veterano del TT.

“Avete visto che guidando rispettando il senso di marcia, senza invadere la carreggiata opposta (a Man si guida a sinistra, come in Inghilterra), la pista (è così che chiama la strada che percorre giornalmente nella vita normale…) è costellata di curve, ma quando qui si corre, la strada chiusa al traffico permette di  sfruttare tutta la sede stradale. Questo cambia tutto, perché le serie di curve, se raccordate per bene, diventano dei rettilinei lunghissimi”. Mima con le mani delle leggere oscillazioni del manubrio: “In gara si muove appena la moto, con una Superbike si guida flat-out (a manetta, ndr) anche per 15-16 secondi in sesta marcia, e con oltre 220 CV potete immaginare le velocità che si raggiungono”.

Visto che Milky è un pilota che corre sullo stesso tipo di strade che noi comuni mortali percorriamo normalmente con le nostre moto, ci viene da chiedere quali siano le caratteristiche che gli pneumatici devono soddisfare per rendere al massimo e in sicurezza anche con moto non pronto-gara.  “Le gomme devono avere una struttura molto ben progettata, che sia in grado di offrire stabilità e precisione. Le Metzeler sono molto diffuse tra i piloti del TT anche per queste caratteristiche. Al TT si parte dopo un tempo di attesa a moto ferma piuttosto lungo e quindi l’effetto delle termocoperte non è così importante come nelle gare in circuito. Un’altra qualità essenziale delle gomme è quindi il tempo di riscaldamento che deve essere il più breve possibile. Un’altra situazione di gara molto vicina a quelle che si incontrano nell’uso stradale delle moto è quando si passa da un rettilineo, lungo il quale le gomme si sono scaldate molto al centro, a curve con pieghe con un notevole angolo di inclinazione. La carcassa e la mescola devono distribuire il calore accumulato al centro anche sui lati del profilo, per garantire grip immediato quando si passa dalla guida a moto dritta alla piega”.

In effetti il TT, in linea di massima, si avvicina più alla guida sportiva stradale che a quella che si adotta nelle gare in circuito. Ad esempio non utilizziamo set-up delle sospensioni molto rigidi. Al TT le condizioni di gara sono veramente estreme: si salta, si passa sopra a tombini e ondulazioni che a  velocità elevate diventano delle vere e proprie buche. Quindi le sospensioni devono lavorare bene e smorzare questi carichi. Di più, lungo il “Mountain” si incontrano tratti molto sconnessi seguiti da altri ben asfaltati, che richiederebbero settaggi della moto molto differenti. Per questo credo che il prossimo grande salto in avanti in termini di prestazioni sarà dato dalle sospensioni “intelligenti”, come quelle che si iniziano a vedere su alcune moto, in grado di variare la risposta in tempo reale e in base alle differenti condizioni del fondo. In sostanza, il TT mette alla prova gomme e sospensioni come nessun’altra gara al Mondo: gli pneumatici devono offrire maneggevolezza nei tratti lenti, stabilità lungo i rettilinei, grip e precisione sulle lunghe curve del tratto montuoso e anche aderenza sul bagnato. Del tutto normale infatti che a Douglas ci sia il sole mentre in montagna la pioggia o la nebbia fitta bagnano l’asfalto. Spesso irrobustiamo i telai, per evitare rotture dovute ai carichi eccezionali a cui sono sottoposti e i motori devono essere affidabili più che ultrapotenti. Proprio per questo preferiamo soluzioni molto collaudate per la preparazione delle moto e per glistessi motivi le gomme che usiamo in gara devono garantire lo stesso rendimento per 6 giri da 62 km ciascuno, senza accusare decadimenti notevoli nelle prestazioni anche se sottoposte alla potenza di motori di oltre 220 CV e ai carichi di staccate violentissime”. 

Nella galleria di immagini, Richard “Milky” Quayle in alcuni fasi di gara al TT e ad altri appuntamenti Road Racing. Il gigante che Milky sta trasportando è il grande in tutti i sensi David Knight, uno dei forti piloti del Mondiale di Enduro e SuperEnduro, anch’egli Mannese. Dopo aver chiuso la carriera agonistica, Quayle si dedica ai corsi per i “newcomers”, i piloti che per la prima volta affrontano il TT e che nelle foto lo seguono lungo il tracciato del “Mountain”. Milky spesso sfila lungo il tracciato con preziose moto d’epoca, in abbigliamento rigorosamente old-style.

Photos: various from web.

 

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