Road Racing
La corretta pressione degli pneumatici

30 novembre 2015

La corretta pressione degli pneumatici

Una delle indicazioni maggiormente richieste sulla pagina Facebook di Metzeler riguarda la pressione di gonfiaggio degli pneumatici. Oltre ad essere uno dei controlli da effettuare periodicamente alla propria moto, per mantenerne le prestazioni e garantire la sicurezza e l’affidabilità, l’aria in pressione all’interno degli pneumatici rappresenta un vero e proprio componente strutturale delle gomme. Possiamo infatti dividere le componenti di uno pneumatico in carcassa, mescola e disegno del battistrada.

Quest’ultimo ha la funzione di drenare l’acqua nella zona di appoggio sulla strada, in modo da garantire il contatto del battistrada stesso con l’asfalto. Gli intagli suddividono la superficie del battistrada nei cosiddetti “pani”, ovvero in sezioni più o meno grandi e diversamente conformate. In questo modo consentono alla mescola di “muoversi” (per i più tecnici, si tratta dell’”isteresi”) e quindi di riscaldarsi, grazie all’attrito interno tra le molecole della mescola stessa.

L’aria in pressione all’interno della gomma contribuisce a fornire il necessario “sostegno” e svolge allo stesso tempo un’importante funzione ammortizzante, partecipando assieme alle componenti strutturali (tele di carcassa, colletto di appoggio al cerchione, cavo in acciaio di sommità a 0°) allo smorzamento delle asperità del fondo stradale, assicurando il comfort di guida (anche sulle coperture sportive) e il corretto profilo esterno, garantendo, in ultima analisi, la corretta impronta a terra.

Questo aspetto è molto importante perché uno dei più importanti “segreti” delle performance dei pneumatici Metzeler è la loro capacità di distribuire perfettamente le forze che pneumatico e asfalto si scambiano durante le accelerazioni, frenate, pieghe e anche in rettilineo.

Le pressioni di gonfiaggio indicate nei libretti delle moto sono frutto di lunghi test, effettuati dal costruttore in collaborazione con il fornitore di pneumatici, e sono quelli che offrono il miglior grip, maneggevolezza, stabilità, precisione, comfort e durata.

Consuetudine diffusa è quella di abbassare la pressione di gonfiaggio per ottenere più aderenza, dato che in questo modo si amplia la superficie di contatto a terra. Questo escamotage funziona, tanto che Metzeler consiglia di abbassare di 0,2-0,3 bar la pressione di gonfiaggio prevista per l’uso stradale, nel caso si porti la moto in pista e se non diversamente indicato sul libretto della moto. Il motivo non è però aumentare la superficie di contatto a terra: in pista i carichi sugli pneumatici sono enormemente superiori e continuativi rispetto a quelli che si generano su strada e il maggior attrito porta all’aumento della temperatura dell’aria contenuta nello pneumatico, aumentando di conseguenza la pressione effettiva. In sostanza, si entra in pista con le gomme leggermente meno gonfie perché in pochi giri la pressione si stabilizza sui valori ottimali. Utilizzare pressioni adatte all’uso racing nella guida stradale non fa che diminuire le prestazioni degli pneumatici dato che non si raggiungeranno mai le temperature di esercizio che si toccano in pista. Inoltre, è sufficiente una sosta al semaforo perché le gomme si raffreddino, con il risultato che si viaggerebbe in sostanza con le gomme sgonfie, riducendo maneggevolezza, velocità in ingresso curva e grip (proprio quello che si cercava di aumentare!), aumentando in modo consistente l’usura, dato che la mescola non lavora nelle condizioni previste.

In effetti una certa libertà d’azione nella scelta delle pressioni di gonfiaggio esiste, ma questa delicata scelta deve essere suggerita da uno specialista(il vostro rivenditore di fiducia Metzeler o il nostro Racing Service, presente agli eventi più importanti in pista), in modo da ottenere il massimo dalle vostre Metzeler.

Un consiglio, in ogni caso procedete per gradi: abbiamo conosciuto motociclisti che utilizzavano come pressioni di gonfiaggio 1,9 bar al posteriore e 2,1 bar all’anteriore per l’uso stradale, quando le pressioni consigliate per quella data moto erano rispettivamente 2,9 bar e 2,4 bar. In questo caso estremo, gli pneumatici non erano in grado di raggiungere la temperatura di esercizio “normale”, visto che l’impronta a terra era totalmente fuori dai parametri previsti, riducendo quindi l’aderenza e aumentando drammaticamente l’usura. Di più: con valori così bassi, lo pneumatico tocca terra solo sui lati dell’impronta ideale, dato che la “spinta” dell’aria dall’interno è insufficiente. Si genera così una sorta di “ponte” di battistrada sollevato dal terreno, il che riduce l’area di contatto, con tutto ciò che ne consegue. Concludiamo con una” raffinatezza” utilizzata da alcuni “pistaioli”: il gonfiaggio con Azoto. Utilizzando questo gas inerte, disponibile ormai presso molti rivenditori Metzeler o in circuito, si evita di immettere del vapore acqueo, inevitabilmente contenuto nell’aria. Il vapore, riscaldandosi, si dilata in modo differente da quello dell’aria, e potrebbe aumentare la pressione effettiva di lavoro degli pneumatici. Si tratta di un accorgimento valido, ma non indispensabile: rispettate le indicazioni dei tecnici Metzeler al momento del montaggio e quelle indicate nel libretto della moto e otterrete il massimo dalle vostre Metzeler!

 

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GAETANO - 18 Gen, 2016 - 08:01

salve sapete dirmi la pressione di gomme metzeler racetec k2 slick montate su una zx6r 636 anno 2004 per uso pista? grazie