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Metzeler Days On Track: come si gira a Vallelunga

26 maggio 2016

Metzeler Days On Track: come si gira a Vallelunga

Il momento di entrare in pista a Vallelunga si avvicina, siamo nel paddock, prontissimi! A proposito, fatta la benzina? Vi sembrerà strano ma è una delle cose che si dimenticano più spesso! Meglio indossare tuta, guanti, stivali circa 20 minuti prima dell’ora di ingresso in pista: la pelle si scalda e diventa più morbida, facilitando i movimenti. Un po’ di stretching poi male non fa, ricordate che per 20 minuti lo sforzo muscolare sarà notevole… La Pit lane si apre, occhio ai primi giri: oltre alle gomme si deve portare in temperatura tutta la moto (motore, freni, sospensioni), per cui piano col gas per un paio di tornate. Vediamo assieme come si gira a Vallelunga: ci riferiamo a un pilota medio, in sella a una sportiva di 600 o 1000 cc. Non abbiamo pretese di insegnare nulla, si tratta giusto di un ripasso per chi frequenta poco l’impianto romano. Passando lanciati sul traguardo, con il casco ben protetto dal cupolino, i gomiti e le ginocchia ben aderenti alla moto, si affronta in pieno, in 4a, la prima curva a sinistra che lancia nel Curvone sempre in 5a, per appoggiare la 6a nel “sinistra” molto aperto ma che alle alte velocità diventa una curva vera e propria. Dal traguardo sin qui, la concentrazione deve essere al 200%, i curvoni dopo il traguardo non sono difficili ma la velocità è impressionante. Si corre infatti velocissimi verso la prima, furibonda, staccata, quella dei Cimini. Le due sopraelevate vanno affrontate in 2a o 3a, a seconda della velocità di ingresso, e raccordate come se fossero una “C”, individuando un’unica traiettoria scorrevole che vi lancerà verso il “sinistra” e poi lungo il successivo rettilineo. Non sottovalutate questa curva apparentemente aperta e “innocua”, qui si dà tutto il gas e bisogna tenere sotto controllo il posteriore se guidate una moto potente. Terza, quarta, quinta e poi gran frenata per il tornantone Campagnano. Ritardate il punto di corda, in modo da uscire veloci sul breve rettilineo che porta alla Soratte, un sinistra insidioso in leggera salita che porta al Semaforo. Questo tornante piuttosto lento stressa il pneumatico posteriore perché bisogna accelerare forte per percorrere il tratto rettilineo che si inserisce nel Tornantino, un dilemma per chi lo affronta per la prima volta. In linea di massima si ritardano ingresso e punto di corda, passando dalla prima alla 2a marcia, con cui si affronta la Esse. Nel bel mezzo di questo destra-sinistra c’è un avvallamento perfetto per gli Hi-side, se non si dosa l’acceleratore. Molto importante la posizione in sella, bisogna essere agili nel passare da un lato all’altro della moto, sporgendosi all’interno per mantenere la moto verticale e dare gas fino alla staccata della curva Roma, destrorsa. L’ultima svolta consente di prolungare la frenata a moto inclinata, ma meglio non scomporre la moto per trovare la corda poco dopo il centro curva. Si accelera in seconda o terza a seconda di moto e rapporti utilizzati e poi si lascia scorrere la moto verso l’esterno di questo tornante, fino a raggiungere il cordolo esterno, già in carena, pronti per un altro giro!

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